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Alessandria 31 maggio 2019 presentazione del libro:

1915 – 1917 DESTINAZIONE ROMBON: due anni di guerra del Battaglione Ceva (di Massimo Peloia)

Tra il 1915 e il 1917 il Monte Rombon, caposaldo della difesa austriaca dell’Alto Isonzo, costituì uno dei settori più duri e temuti dell’intero fronte alpino. Il recente libro “Destinazione Rombon”, che sarà presentato venerdì 31 maggio presso la Sezione A.N.A. di Alessandria, ripercorre la sua epopea tragica ed eroica, rivelando anche i risvolti meno conosciuti: il clamoroso scioglimento del Battaglione Pieve di Teco, accusato di condotta deplorevole in combattimento, la perdita e la riconquista della cima del Čukla, la crudele guerra dei cecchini, il sanguinoso e vano attacco del 16 settembre 1916, la terribile “morte bianca”. Ritorna così la memoria, persa nel tempo, dei numerosi Battaglioni Alpini che vi combatterono insieme alle storie di numerosi protagonisti, tra i quali il giovane ufficiale Carlo Ardito, nativo di Alessandria, caduto a soli vent’anni il 22 aprile 1916.

Un capitolo a parte è riservato alle vicende dei numerosi cimiteri di guerra, corredati dagli elenchi nominativi dei Caduti: dalla loro costituzione alla successiva attività di dismissione nel primo dopoguerra, fino alla sistemazione definitiva nell’Ossario di Kobarid/Caporetto.

Basato sulle fonti ufficiali e le testimonianze dirette dei combattenti, il libro è corredato da centinaia di immagini attuali e d’epoca, in gran parte inedite.

Massimo Peloia, 1915-1917 Destinazione Rombon. Due anni di guerra del Battaglione Alpini CEVA, Edizioni DBS, 2018.

Testo & Foto: InviatI da Massimo Peloia

 

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4 maggio 2019: Croce degli Alpini (Valle Borbera)

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A cura di Martino Borra, Carlo Giraudi, Stefano Persano, Italo Semino

Domus Alpinorum - La casa degli Alpini

Edito da Sezione A.N.A. di Alessandria

Alessandria 2019

Vorrei suggerire all'attenzione di coloro che ci seguono sul nostro sito e su F.B. la pubblicazione in oggetto, che non è ancora stata ufficialmente presentata, ma già distribuita in copie limitate ai Gruppi. Tuttavia la ritengo importante sia come parte della Storia della Sezione A.N.A. di Alessandria che per il ricordo degli Alpini ed Amici che collaborarono all'edificazione della Domus stessa. Sostanzialmente i curatori hanno ripercorso la costituzione della Domus Alpina, sita sull'Appennino Ligure, attraverso una documentazione ufficiale (atto costitutivo, compra-vendita, articoli della stampa alpina) e mediante la memoria di coloro che vi operarono. Un grazie quindi agli Alpini che hanno voluto testimoniare la loro esperienza in particolare Carlo Giraudi e Martino Borra, che del rifugio sono anche gestori e gelosi custodi. Per ultimo, ma non ultimo, il ricordo del compianto Presidente Sezionale Alpino Paolo Gobello «che questo rifugio volle e realizzò».

Alpino Italo Semino

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In occasione dell'Adunata del Centenario ritengo opportuno ricordare, innanzi tutto a me, i primi due articoli dello Statuto dell'A.N.A., semplicemente, senza polemiche, per aver ben presente la rotta da seguire. Italo Semino

ASSOCIAZIONE NAZIONALE ALPINI

STATUTO

MILANO - VIA MARSALA, 9

(deliberato dalla Assemblea Straordinaria dei Delegati del 31 maggio 2015)

COSTITUZIONE

Art. 1 - L’Associazione Nazionale Alpini (A.N.A.) fondata nel 1919, ha sede in Milano, Via Marsala 9, ed è costituita tra coloro che hanno appartenuto od appartengono alle Truppe Alpine: alpini, artiglieri da montagna, genieri, trasmettitori, paracadutisti, militari dei Servizi in organico alle Truppe Alpine, i quali, nel presente Statuto, vengono tutti indicati con il nome generico di "Alpini".

SCOPI

Art. 2 - Associazione apartitica, l’Associazione Nazionale Alpini si propone di:

a) tenere vive e tramandare le tradizioni degli Alpini, difenderne le caratteristiche, illustrarne le glorie e le gesta;

b) rafforzare tra gli Alpini di qualsiasi grado e condizione i vincoli di fratellanza nati dall’adempimento del comune dovere verso la Patria e curarne, entro i limiti di competenza, gli interessi e l’assistenza;

c) favorire i rapporti con i Reparti e con gli Alpini in armi;

d) promuovere e favorire lo studio dei problemi della montagna e del rispetto dell’ambiente naturale, anche ai fini della formazione spirituale e intellettuale delle nuove generazioni;

e) promuovere e concorrere in attività di volontariato e Protezione Civile, con possibilità di impiego in Italia e all’estero, nel rispetto prioritario dell’identità associativa e della autonomia decisionale.

Per il conseguimento degli scopi associativi l'Associazione Nazionale Alpini, che non ha scopo di lucro, si avvale in modo determinante e prevalente delle prestazioni personali, volontarie e gratuite dei propri soci.

 

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Un grazie di cuore ai famigliari ed amici del compianto socio Aggregato Marco Dal Molin

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Pubblicato 1 aprile 2019

A seguito della donazione fatta dagli amici del nostro socio aggregato Marco Dal Molin recentemente deceduto, e pervenuta al  Gruppo alpini di Novi Ligure, il Consiglio ha deciso di devolvere questa cifra al Piccolo Cottolengo di Tortona per l'acquisto di un letto con movimenti elettrici come da richiesta dell'Istituto con il quale da anni collaboriamo ed indirizziamo le nostre donazioni.

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 7 gennaio 2019: 222^ Festa del Tricolore

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27 dicembre 1940

Cadeva sul Chiarista e Fratarit (Albania) la MOVM tenente Aldo Zanotta da Novi Ligure, Divisione Julia 9° Rgt Alpini, II Battaglione Complementi.

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Pubblicato 8 novembre 2018

Con la presente si informa che l'indirizzo della sede del Gruppo è ufficialmente diventato:
A.N.A. Gruppo Alpini di Novi Ligure
Piazza Gruppo Alpini di Novi Ligure, 1
15067 Novi Ligure (AL)

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da L'Alpino gennaio 1933: il rifugio Contrin

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Pubblicato il 17 luglio 2018

Ultime notizie trovate per il Caduto della Grande Guerra Pesce Lorenzo Bartolomeo.

Soldato Pesce Lorenzo Bartolomeo

Figlio di Lorenzo e di Rosa Ravera, nato a Novi Ligure il 18 marzo 1897, distretto militare di Voghera, in forza al 3° Rgt Alpini Btg Monte Granero, morto il 4 settembre 1917 nell'Ospedaletto da Campo N. 171 per ferite riportate in combattimento. L'Ospedaletto da Campo N. 171 da luglio al 27 ottobre 1917 era dislocato a Pocol (Cortina d'Ampezzo) (1).

«Città di Novi Ligure […] Estratto dell'atto di morte […] Il sottoscritto sottotenente Cornelio Sig. Achille incaricato della tenuta dei registri di Stato Civile presso la 126a Compagnia Alpina Battaglione M. Granero dichiara che sul registro degli atti di morte a pagina nove a al N. 7 d'ordine trovasi inscritto quanto segue: L'anno millenovecentodiciassette ed alli quattro del mese di settembre nell'Ospedale da Campo someggiato 171 (illeggibile) mancava ai vivi alle ore quattro all'età di anni venti il soldato Pesce Lorenzo 3° Reggimento Alpini 126a Compagnia Battaglione Monte Granero nativo di Novi Ligure Provincia di Alessandria figlio di Lorenzo e di Ravera Rosa, celibe, morto in seguito a ferita da pallottola di fucile regione occipitale con foro d'uscita regione sopra orbitale destra e (illeggibile) materia cerebrale, dipendente da causa di servizio, sepolto a Pocol (Cimitero illeggibile) come consta dall'attestazione delle persone a piè sottoscritte (seguono i nomi)» (2).

Dal 30 giugno al ripiegamento del novembre 1917, in seguito a Caporetto, il Btg M. Granero operò nel settore Val Costeana: Passo Valparola, Forcella Travenanzes, Q. 2668, Punta Berrino, Cima Falzarego.

1) Tratto da: http://www.frontedolomitico.it/Uomini/ospedali/odc171.html.

2) tratto da http://www.14-18.it

Foto: Sacrario Militare di Pocol

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Perchè gli alpini hanno una penna sul cappello?

Su indicazione di Eugenio Spigno abbiamo cercato di rispondere a questa domanda.

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Ricordando i nostri Caduti

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Nelle due lapidi si possono riscontrare alcuni errori:

Nella Prima Guerra Mondiale non esisteva l'Artiglieria Alpina ma L'Artiglieria da Montagna che divenne Alpina nel 1934. Nella Lapide della Seconda Guerra Mondiale il Caduto Ghelfi non è Dino ma Gino ed era in forza al 1° Rgt Alpini, Divisione Cuneense. I Caduti della Grande Guerra Nemo G.B. e Pesce Lorenzo Bartolomeo non appartenevano al 3° Rgt Art da Montagna ma al 3° Rgt Alpini.

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