Gli Alpini Raccontano

 

IN QUESTA PAGINA RIPORTIAMO I DIARI ED I RACCONTI DELLE VICENDE VISSUTE DAGLI AMICI ALPINI DEL GRUPPO DI NOVI LIGURE.

Si Ringraziano i Soci e Tutti coloro che collaborano alla realizzazione di questo progetto.

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Pubblicato 13.08.2017

"IN MEMORIA DI UN ALPINO": Generale Stefano Russo

Il generale Stefano Russo è "andato avanti", lessi l'annuncio lo scorso mese di novembre, ma come spesso accade lo archiviai con dispiacere in un cassetto della mia memoria, solo ora in periodo feriale, di relativa calma, ho avuto modo di rielaborare la notizia, anche perché ebbi il piacere di rievocare il Generale Russo con altri amici alpini della Sezione che lo conobbero come Capitano, comandante di compagnia, al 4° Rgt Alpini, Btg. Aosta. Al contrario ebbi modo di apprezzarlo al 5° Rgt Alpini, con il grado di Maggiore vice comandante del Btg. Morbegno, nell'anno 1974. Figura carismatica già nell'aspetto massiccio e nella fluente barba nera che incuteva rispetto e timore; vero Alpino di Tropea classe 1932. Sul suo conto erano fiorite parecchie leggende, forse frutto della fantasia di radio scarpa, ma che sicuramente si addicevano al suo personaggio, la più singolare delle quali gli attribuiva l'ingresso in un locale accompagnato da un paio di muli, per vendicare il fatto che gli osti della malora si erano rifiutarti di servire da bere ai suoi alpini. Di lui ricordo quando ufficiale di picchetto attendevo con ansia i suoi tardivi rientri notturni in caserma, per potermi finalmente coricare un paio d'ore, così come rammento quando incrociandomi per la caserma e sorprendendomi in tenuta estiva con enormi pantaloni corti, così poco marziali, da cui spuntavano due esili gambe, non poteva trattenere la sua schietta ed intensa risata. Raramente faceva pesare la sua posizione, solo una volta di fronte alle mie obiezioni ad un ordine ricevuto mi ricordò con autorevolezza il suo grado.

Lo rividi all'Adunata di Genova del 2001, il sabato sera, era con altri colleghi ufficiali sotto i portici in Piazza De Ferrari, mi presentai ed egli rispose cordialmente ai miei saluti. La mattina seguente seguii la sfilata in via Macaggi, in attesa di raggiungere Via Corsica luogo dell'ammassamento della Sezione di Alessandria, quando vidi passare la Sezione di Bolzano, in prima fila riconobbi subito il fisico del Generale Russo e me ne stetti lì inerte ad assistere al passaggio fissandolo. Egli appena mi scorse fra le ali di folla mi sorrise e per primo portò la mano alla tesa del cappello; il ricordo che ho di lui è quell'ultimo, commovente e fiero saluto.

Portai la mano al cappello, come la porto ora per onorarlo!

Alpino Italo Semino

Foto trovata su F.B.: pubblicata da Tita Bellini 16.09.2012 nella pagina "Alpini del Morbegno 74 75".

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Pubblicato il 17.02.2016

Il comando frainteso!

Nell'allegato documento Pdf un racconto serio di naja alpina: quando un ordine frainteso e stoltamente eseguito avrebbe potuto avere conseguenze nefaste.

Un ricordo dei Caduti alpini spesso ignorati: quelli che decedettero, in armi, in tempo di pace!

Foto di Italo Semino: Gardetta (Val Maira) monumento in ricordo delle "Vittime di fatale disgrazia" del 1° Rgt Art Montagna 1926

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B...n che schenà de fredu!

Proseguendo con i racconti semiseri di naja alpina si propone questo breve articolo, esperienza di un A.U.C. Novese presso la Scuola Militare Alpina di Aosta, relativamente a quanto accadde presso il poligono del Buthier nel lontano gennaio 1974.
Lo si ripresenta anche se già pubblicato sia sul periodico della Sezione di Alessandria “Il Portaordini” che nel libro curato dall'Alpino Roberto Benso: “Alpin fa grado – Storia e Memoria del Gruppo Alpini di Novi Ligure”.
A chi fosse sfuggito...buona lettura!

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1° Aprile 1974...che pesce!

Accanto ai racconti dei nostri "Veci" Alpini Combattenti, di cui uno tragico riguardante l'esperienza della ritirata di Russia, e dopo l'accurata ricerca attinente i luoghi nei quali ebbe a combattere l'Artigliere da Montagna Giuseppe Paolo Montessoro, si propone un racconto semiserio di naja alpina. Non verrà chiamato "Ricordi di naja alpina" per il rispetto dovuto a quel monumento di Alpino scrittore che fu Paolo Monelli, saranno semplicemente "Racconti di naja". Uno spaccato delle esperienze, di chi prestò il servizio militare dopo il secondo conflitto, che nulla hanno a che vedere con quelle tragiche vissute da chi li precedette, tuttavia la naja...è sempre naja!

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Il racconto sotto riportato è stato pubblicato nel numero di gennaio 2004 del nostro notiziario di Gruppo: “ A Baita”.
Fu un’esperienza di guerra più curiosa che drammatica, quella vissuta dal nostro socio Pietro Vignolo (Nella foto), classe 1921*, allora Sotto Tenente in forza alla 99° Compagnia del Battaglione sciatori “Monte Rosa”.
Siamo nella primavera del 1943 nella Francia occupata, al confine con la Svizzera, quando il nostro S. Tenente Pietro Vignolo vive la vicenda da Lui stesso intitolata: Io, gli Ebrei, il Parroco e Madame Charrier.
Ringraziamo Pietro Vignolo che ci ha lasciato il manoscritto.

(*) L’alpino Pietro Vignolo è andato avanti nel mese di febbraio del 2012

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Zuppa Calda a Nikolajewka

L’Alpino Virgilio Fincato, classe 1921, da Enego ( Vi ) ha vissuto a Ceranesi e a Serralle Scrivia.  Per molti anni è stato iscritto al Gruppo Alpini  di Novi Ligure.
Durante la II° Guerra Mondiale è stato testimone delle tragiche vicende dei nostri Alpini sul fronte russo. I suoi ricordi di guerra; sotto riproposti, sono raccolti nel diario scritto dallo stesso Fincato e pubblicati sulla rivista sezionale Il Portaordini  nel 2003 in occasione dell' anniversario della battaglia di Nikolajewca. ( La stesura è stata curata dal socio  Alpino Eugenio Spigno )

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Giuseppe Paolo Montessoro: un Artigliere Alpino nella Grande Guerra.

Nella sezione del sito dedicata a "Gli Alpini Raccontano" desideriamo condividere questa interessante ricerca effettuata dalla Gentile Sig.ra Gabriella Montessoro Spelta.
Almeno tre sono i motivi che ci inducono a proporre questo elaborato: innanzi tutto si tratta di una ricerca storica che, attraverso la scoperta dei luoghi in cui combatté l'Artigliere Alpino Giuseppe Paolo Montessoro, ci rivela molte informazioni sull'impiego dei reparti alpini (in particolare 30a batteria, X Gruppo Genova, 3° Rgt. Art. Montagna) durante la Grande Guerra, dove le batterie ed i battaglioni alpini non furono impiegati organicamente nei loro reggimenti o gruppi di appartenenza, ma utilizzati in funzione delle esigenze belliche.
Il secondo motivo: si tratta della storia di un Alpino combattente che fu socio del Gruppo Alpini di Novi Ligure dai primi anni '50 sino alla sua morte nel 1971.
Per finire, ma non ultimo, attraverso questo lavoro, preciso e meticoloso, si evidenziano la tenacia, la cura, l'affetto per il nonno Giuseppe Paolo che hanno sostenuto la Signora Gabriella in questa difficile ricostruzione.
Lo Spirito Alpino si manifesta, a volte, a prescindere dall'aver indossato o meno il Cappello Alpino, a noi spetta il compito di divulgarlo!
Congratulazioni all'autrice per questa lezione di "Storia".
(nella foto l'Artigliere Alpino Giuseppe Paolo Montessoro in divisa da Vigile Urbano)