Le Nostre Pubblicazioni

Le pubblicazioni sotto riportate sono disponibili presso la Nostra Sede nell'orario di apertura della Biblioteca o richiedibili a mezzo e-mail: I proventi della vendita delle nostre pubblicazioni sono devolute alle iniziative sociali che il gruppo ha in corso.

Il Gruppo Alpini di Novi Ligure ringrazia  Amici e Sostenitori che hanno permesso, con donazioni e collaborazione, la pubblicazione dei volumi sotto riportati.

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Pubblicato 04 novembre 2018

Albo d'Oro 1915 - 1918 Caduti del Comune di Novi Ligure

a cura di Italo Semino

Edito Gruppo Alpini di Novi Ligure con il Patrocinio del Comune di Novi Ligure

2018

Abbiamo un debito di riconoscenza verso i nostri nonni che prima o poi dobbiamo saldare e l'unico modo è quello di ricordarli, i combattenti ed i particolare coloro che persero la vita. Questi contadini in divisa obbedirono con rassegnazione alla chiamata alle armi, mantennero fede alla parola data e si comportarono con onore, nonostante non capissero il perché della guerra, forse non sapevano neppure dove fosse l'Impero Austro-Ungarico e le terre irredente. Certamente gli interventisti non erano tra loro ma, con motivazioni diverse, fra gli intellettuali, gli studenti e le persone di una certa cultura: Gadda, Ungaretti, Lussu, Malaparte, Il triestino Giovanni Domenico (Giani) Stuparich, Cesare Battisti, Filippo Tommaso Marinetti, Gabriele D'Annunzio, Mussolini.

Per ottenere quanto affermato si è attinto a fonti diverse; certamente il metodo utilizzato non è molto ortodosso e farà sollevare il sopracciglio agli addetti ai lavori, infatti oltre ai Caduti nati nel Comune ed elencati da Sergio Pedemonte nella sua pubblicazione “Han fatto la guerra” in accordo con quanto indicato nell'Albo d'Oro e nel sito www.albodoroitalia.it/reg/piemonte/alessandria/com/novi/page4.html, si è raccolto da documenti non ufficiali, come l'elenco riportato nel “Numero Unico”, edito in occasione dell'inaugurazione del Viale della Rimembranza, ed il repertorio dei Caduti riportato sulle lapidi poste nell'androne del Palazzo Municipale di via Paolo Giacometti. Riconoscendo che i nomi incisi sulle lapidi sono spesso inficiati da errori a volte anche grossolani, cosa di cui peraltro non è immune neppure l'Albo d'Oro, tuttavia si è ritenuto di includere tutti i nominativi per almeno due ragioni. Innanzi tutto non pare corretto emendare alcuni nomi di Caduti nati in Comuni diversi ma sulla cui “novesità” non esistono dubbi, ed in secondo luogo perché la presente pubblicazione non è un testo storico, ma ha lo scopo di onorare e ricordare i Caduti della Grande Guerra, tollerando eventuali inesattezze. Per quelli nati in Comuni diversi da Novi Ligure e di cui non è certa l'identità, sono stati riportati i dati dei nominativi dedotti dall'Albo d'Oro, e quindi da ritenersi necessariamente presunti.

Al netto di tutte le considerazioni per il Comune di Novi Ligure sono stati trovati N. 302 Caduti che su una popolazione di N. 20.106 anime (Censimento del 1911) hanno una incidenza del 1,50%, in linea con la media nazionale.

Incrociando i nominativi dedotti dalle varie fonti, dei N. 302 Caduti individuati, 212 nacquero a Novi Ligure, di cui N. 63 compaiono solo sull'Albo d'Oro ma non sono presenti sulle lapidi. Per N. 23 Caduti le notizie sono frammentarie e mancano quelle rispetto al luogo di nascita, ben N. 67 nacquero in altri Comuni. Fra questi ultimi per N. 8 ne viene certificata la “novesità” dal Cav. Uff. Carlo Tacchino, "Il valore dei Novesi nella Grande Guerra", “In Novitate” fascicolo II, n° 6, novembre 1988, per N.24 vi è la documentazione che attesta la loro residenza in città (Comunicazioni dell'Autorità Militare al Sindaco, Estratti degli Atti di Morte ecc.), infine per n. 35 Caduti, nati soprattutto in Comuni del circondario, non è certa l'identità e sono stati riportati i dati dei nominativi dedotti dall'Albo d'Oro, e quindi da ritenersi necessariamente presunti.

“Tutti avevano la faccia del Cristo,

nella livida aureola dell'elmetto.

Tutti portavano l'insegna del supplizio

nella croce della baionetta,

e nelle tasche

il pane dell'ultima cena,

e nella gola

il pianto dell'ultimo addio."

 

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Pubblicato 23 luglio 2017

A.N.A. Sezione di Alessandria - 50° di Fondazione 1967 - 2017

24 -25 Giugno 2017

a cura di:

Daniele Bertin, Franco Canepari, Enzo Lugano, Domenico Mazzucco, Bruno Pavese, Italo Semino, Carlo Traverso.

La pubblicazione è stata redatta attingendo a piene mani, anzi spesso riportando, quanto fu scritto nell'opuscolo, edito a cura della Sezione, in occasione del 4° Raduno del 1° Raggruppamento, celebrato in Alessandria il 22-23 settembre 2001. I curatori semplicemente si sono limitati ad aggionare quella pubblicazione, con le notizie degli avvenimenti più importanti occorsi alla Sezione dal 2001 ad oggi. In particolare è stata preparata una storia della Sezione: "una storia" e non "la storia", perchè quest'ultima è scritta giorno per giorno dall'impegno e dal lavoro del Presidente, del Consiglio Sezionale, dei Gruppi della Sezione, dei Cori, del Nucleo di Protezione Civile Alpina, dei Responsabili della Domus Alpinorum. Quella che abbiamo raccontato è "una storia" così come è stata riferita dagli articoli apparsi sul mensile "L'Alpino" e che riguardano la nostra Sezione, dal 1967 a tutto il 2016. Abbiamo riscontrato come la nostra Sezione sia stata sempre parsimoniosa nel dare notizie al gionale nazionale, per cui mancano le cronache, non se ne abbiano gli Alpini ed i Gruppi non citati, di molte iniziative importanti e questo non è bene. Se è vero l'evangelico motto per cui "non sappia la mano sinistra quel che fa la tua destra", e ciò ci fa onore, è altrettanto vero che questa sobrietà ha dissipato molta della documentazione relativa alla "nostra storia".

Pubblicazione reperibile in Sezione

 

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Pubblicato il 18.03.2016

"Stefano Traversa novese e alpino"

a cura del Prof. Osvaldo Repetti

Una nuova iniziativa editoriale del Gruppo Alpini di Novi Ligure, dopo "Alpin fa grado" e la pubblicazione di n. 3 Quaderni della collana "Pennalpine", giovedì 17 marzo, presso la sede è stato presentato ai soci ed alla cittadinanza novese il testo "Stefano Traversa novese e alpino" a cura del Prof. Osvaldo Repetti.

L'alpino Stefano Traversa, prematuramente scomparso lo scorso anno, nonostante la malattia e la consapevolezza che i suoi giorni ormai fossero contati, dedicò pervicacemente gli ultimi mesi alla redazione di questo libro di ricordi. Personaggio conosciuto alla quasi totalità dei novesi per essere stato per lungo tempo dipendente della ditta "Tessilnovi" e poi come titolare del negozio di abbigliamento "Wellington"; personalità estroversa, dalla parlata sciolta e dalla battuta pronta, di indubbie capacità professionali, come ricorda il nostro precedente Capo Gruppo Mario Semino: «ti entrovi per catò na camisa e ti surtivi cu in po id broghe, in vestì e in capotu», per chi avesse difficoltà con il nostro dialetto simil-genovese «entravi per comperarti una camicia e uscivi con un paio di pantaloni, un vestito ed il cappotto». La cittadinanza lo ricorda inoltre per la sua passione per il teatro ove interpretò parecchi ruoli nelle commedie portate in scena dalla "Compagnia Teatrale Paolo Giacometti" e recitate tutte in dialetto. Nota la sua passione per la fotografia, in diverse occasioni fu il fotografo ufficiale delle Sezione A.N.A. di Alessandria nelle adunate nazionali; presso la sede sono conservati dieci album di immagini che avvalorano le tappe più importanti della storia del Sodalizio novese, una sorta di storia per immagini. Successivamente si convertì alla video-camera con la quale documentava tutte le iniziative del Gruppo e con la quale realizzò pregevoli documentari fra cui "Il ritorno del reduce Virgilio Fincato sul Don" ed un lavoro sulla splendida basilica della Maddalena vanto della città. Presso "A' baita" una quarantina di video testimoniano la preziosità del suo impegno. Realizzò inoltre parecchi filmati per ricordare e promuovere le gite di cui era infaticabile organizzatore. Sempre presente a tutte le iniziative del Gruppo, fu anche il promotore di alcune di esse; molto sensibile alla storia, soprattutto quella degli alpini, ultimamente fu l'animatore, anche se non vi partecipò, del pellegrinaggio al monte Sief sul luogo ove cadde la M.O.V.M. Capitano Riccardo Silvestro Bajardi. Infine questo ultimo dono testardamente voluto che ha potuto realizzarsi per l'impegno del curatore e per il desiderio del gruppo.

Stefano ... indimenticabile Alpino!

Per gli interessati il libro è disponibile presso la sede del Gruppo Alpini di Novi Ligure

Edito nel 2016                                              Offerta minima €10

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Pubblicato il 22.09.2015

Eugenio Spigno

Grande Guerra: Nel Ricordo della Presenza dell'Esercito Britannico in Valle Scrivia, tra Arquata e Libarna, Celebriamo 70 Anni di Pace Europea

I quaderni di Pennalpine N° 3

Editore A.N.A. Gruppo di Novi Ligure

Novi Ligure

2015

Venerdì 18 settembre, nell'ambito delle commemorazioni per il centenario della Grande Guerra, presso il Teatro della Juta di Arquata Scrivia, ha avuto luogo la Conferenza-Dibattito dal titolo: «La grande base deposito britannica di Arquata Scrivia nei ricordi e nelle impressioni degli abitanti di allora e dei militari britannici che la frequentarono», relatori Eugenio Spigno ed Edoardo Morgavi.

Gli atti della conferenza redatti da Eugenio Spigno sono stati pubblicati nel “Quaderno di Pennalpine N° 3” edito dal Gruppo Alpini di Novi.

Presentazione del testo:

«Nel quadro delle manifestazioni che in tutta Italia si moltiplicano per commemorare degnamente il Centenario della Grande Guerra, i Gruppi Alpini di Novi Ligure e di Arquata Scrivia, con la collaborazione di Gavi, Serravalle Scrivia, Vignole e Borghetto Borbera intendono ricordare un episodio quasi dimenticato: la presenza, nel periodo 1917 – 1919, della Base Operativa dell’Esercito Britannico di supporto alle truppe impegnate al fronte in aiuto alle truppe italiane dopo la rotta di Caporetto, ad Arquata Scrivia in località Le Vaie e Campora e nella stessa città di Arquata fino a Rigoroso ed in località Libarna nel comune di Serravalle Scrivia. Tale campo, progettato per contenere fino a 60.000 soldati, arrivò a contenerne 36.000 in conseguenza del fatto che delle 5 divisioni previste sul fronte italiano, 2 furono dirottate in Francia grazie alla “miracolosa” strenua resistenza delle riorganizzate truppe italiane sulla linea del Piave al comando del Generale Armando Diaz. Le restanti tre furono schierate sul Montello da Nervesa a Ciano-Rivasecca Crocetta con sede del comando a Fanzolo. Il campo conteneva: magazzini di materiali di ogni tipo, bellico e non, necessari per le truppe impegnate sul fronte di battaglia, officine di riparazione automezzi-motocicli per e da il fronte, depositi di cavalli per i reparti di Cavalleria nonché alloggiamenti per i prigionieri austro-ungarici che furono anche utilizzati come lavoratori nelle varie officine del campo e come braccianti nella locale agricoltura. La struttura era totalmente autosufficiente, dotata di panificio, lavanderia, mensa, ospedale e servizi vari. Alla fine del conflitto si contarono 94 deceduti Britannici, essenzialmente per malattia (febbre spagnola) o incidenti, che riposano nel Cimitero di Guerra del Commonwealth Britannico, estensione del cimitero comunale ad Arquata e 62 deceduti Austro-Ungarici che, inizialmente tumulati nel cimitero comunale di Arquata, nel secondo dopoguerra, furono riesumati e trasferiti in cimiteri di guerra austriaci. Altri prigionieri Austro Ungarici erano rinchiusi nella Fortezza di Gavi; di questi 6 perirono. Una lapide apposta nel Cimitero di Gavi li ricorda. L’iniziativa programmata dai nostri gruppi intende ricordare con mostre fotografiche, dibattiti pubblici, concerti e solenni cerimonie, un avvenimento che ebbe un grande impatto sulle popolazioni locali che vennero a contatto con una cultura profondamente diversa e, per certi versi più avanzata. Contestualmente, la presenza nel campo e nel forte, dei prigionieri di guerra ci permetterà di ricordare come, attraverso un doloroso cammino di presa di coscienza durato circa 30 anni, dal 1915 al 1945, popoli un tempo nemici oggi possono convivere in pace in un Europa Unita.»

Il volume, oltre a fornire indicazioni sul campo base, raccoglie le testimonianze di alcuni soldati britannici sottolineando i loro commenti nei riguardi del luogo e degli abitanti. Vengono esaminati inoltre i cambiamenti della località dal periodo antecedente la Grande Guerra, a come venne strutturata nel corso della permanenza britannica. Non mancano le considerazioni riguardo ai prigionieri Austro-Ungarici, il loro trattamento ed impiego.

Testo ricchissimo di materiale iconografico: splendide fotografie dell'epoca, magnifiche riproduzioni degli acquerelli di Martin Hardie, le bellissime illustrazioni a china ed acquerelli del Prof. Alfredo Casalgrandi.

Pubblicazione imperdibile che rievoca un fatto straordinario della Grande Guerra, quasi dimenticato, nel nostro territorio.

 

Edito nel 2015                                                                                  Offerta minima: €10

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Giovedì 18 dicembre 2014 alle ore 18.00 presso la sede del Gruppo Alpini di Novi Ligure ha avuto luogo la presentazione ufficiale del “quaderno n. 2”:

“Atti Convegno Novi e Dintorni 1934”

La Conferenza-Dibattito ebbe luogo il 18 settembre 2014 nell'ambito delle Celebrazioni per l'80° di Fondazione del Gruppo.
Il Quaderno raccoglie le relazioni di quanto venne presentato nell'occasione dai curatori Ing. Francesco Melone Presidente della Società Storica del novese e dall'Alpino Ing. Eugenio Spigno.
Il primo relatore Ing. F. Melone nel sua esposizione “Gli anni '30. Frammenti di vita quotidiana” ci regala un godibilissimo spaccato della vita di ogni giorno; questo aspetto, sebbene trascurato, concorre non meno dei grandi avvenimenti alla scrittura della storia. Fra l'altro dalle parole dell'autore, si avverte nettamente come il suo contributo sia stato una fresca testimonianza di vita vissuta.
Il resoconto dell'Ing. E. Spigno si svolge in tre parti: con la raccolta di notizie sul primo Capo Gruppo del sodalizio novese Arturo Boffi; una seconda sezione, dove attraverso la sua ricerca: “Novi Ligure e l'Italia nel 1934 e dintorni”, illustra la situazione politica, culturale, demografica, sportiva di quegli anni, soffermandosi sulle condizioni dell'agricoltura e fornendo un preciso ed argomentato quadro della ”Attività industriale nella media valle Scrivia e nella piana di Novi”. Infine un excursus sulla storia dell'A.N.A. dalla fondazione al 1934.
In definitiva un testo piacevole ed interessante per chi voglia approfondire la storia della nostra città e ...degli alpini.


Pag. 28                                                   Edito nel 2014                                        Offerta Minima Euro 2.00

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Venerdì 21 marzo 2014 ore 21.00: Nella nostra sede "A Baita", nell’ambito della rassegna “I Quaderni”, si è tenuta la presentazione ufficiale della pubblicazione dell'Alpino Italo Semino: GRANDE GUERRA: CADUTI ALPINI DELLA PROVINCIA DI ALESSANDRIA. Il lavoro presentato è frutto di un’impegnativa ricerca storica dell'autore in merito agli Alpini, residenti nella provincia di Alessandria, Caduti durante il I° conflitto Mondiale.
Alla presenza delle autorità: Simone Tedeschi, in rappresentanza dell’amministrazione di Novi Ligure e Renzo Piccinini, presidente del centro studi “In Novitate” e di un pubblico di appassionati, Italo Semino ha spiegato le linee guida della sua opera. Con questo scritto si uniscono in un unico documento le informazioni relative all’argomento, fino ad ora rintracciabili in maniera sparsa in varie opere. Il Quaderno si sviluppa in tre parti:
La prima parte è una indagine statistica con la stratificazione dei dati raccolti per le diverse caratteristiche che le contraddistinguono: Comuni di origine degli Alpini, rapporto tra abitanti e numero dei caduti, ecc…
Nella seconda parte l’autore ha cercato di relazionare i Caduti Alpini con i gli avvenimenti/ fatti d’arma che li hanno coinvolti.
La terza parte è costituita dall’elenco nominativo dei 495 Alpini Alessandrini Caduti.
L’attenta partecipazione ed un caloroso applauso hanno, speriamo, ringraziato Italo Semino per il suo sforzo che ci auguriamo abbia a proseguire per produrre nuove opere così importanti per la storia della nostra zona.
Il capogruppo degli Alpini Novesi, Cavriani Giuseppe Luigi, ha spiegato come il progetto “I Quaderni” voglia essere una iniziativa  per incrementare la Biblioteca Alpina e della Montagna, gestita dagli stessi Alpini di Novi L., con opere riguardanti la storia della nostra zona.
Una cordiale bicchierata "Alpina", gentilmente offerta dal Dott. Alberto Fossati (anche scrittore), ha concluso degnamente la piacevole serata.

Pag. 29                                    Edito nel 2014                                                     Offerta Minima Euro 2.00

ROBERTO BENSO

ALPIN FA GRADO - Storia e memoria del gruppo alpini di Novi Ligure   “M.O. ten. Aldo Zanotta”

Il volume racconta la storia, attraverso la memoria dei  protagonisti, del Gruppo Alpini di Novi Ligure: i suoi soci, le imprese e tutte le iniziative sociali negli 80 anni di esistenza.
Il libro rappresenta un documento che contribuisce a rievocare, anche attraverso immagini, la storia degli alpini, protagonisti del vivere locale. Alla minuziosa ricerca del socio Alpino Giancarlo Grosso si deve la documentazione che ha consentito la elaborazione del testo con metodo storico, evitando cioè il “sentito dire”. Al professor Roberto Benso, ufficiale e saggista, il merito della stesura e della realizzazione grafica del libro che lo rendono un documento storico immancabile nelle librerie degli appassionati.

Pag. 267      Edito nel 2011           Offerta minima  Euro 12,00 

 

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ALBERTO FOSSATI

l' alpino che sognava il mare

Romanzo familiare sulla vita del capitano degli alpini Angelo Franceschini, co-fondatore del Gruppo Alpini di Novi Ligure. La storia raccolta in queste pagine dal nipote del protagonista (che ne è anche l’autore ) stupisce per l’originalità del suo personaggio: Angelo era nato in riva al mare e con la vista del mare avrebbe voluto passare i suoi giorni.

Il Regio Esercito lo fece un alpino, il lavoro (un buon posto) ma, purtroppo per lui, lontano dal mare. Poi il trasferimento a Novi Ligure (Liguria = mare!) NO!!  Ma i due occhi neri lucenti di Adriana lo ammaliarono e fu matrimonio e si stabilì definitivamente a Novi Ligure. Con lo scoppio della II guerra il Regio Esercito si ricordò di lui e lo spedì in guerra con la Brigata alpina Tridentina. Angelo era un alpino a tutto tondo, ma anche molto originale: anziché le montagne, era un alpino che sognava il mare».

Pag. 97                        Edito nel 2012                Offerta Minima Euro 12,00

Il Gruppo Alpini di Novi Ligure ringrazia la Famiglia Fossati per aver donato la pubblicazione al Gruppo.